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L'AVVERBIO ITALIANO
Parte invariabile del discorso che determina, modifica o specifica
il significato del verbo, e anche del nome,
dell'aggettivo o di un altro avverbio, ai quali è riferito.
Esso può indicare la qualità di un'azione o le sue circostanze
di luogo, di tempo, di misura o anche l'affermazione,
la negazione o il dubbio nei riguardi dell'azione stessa.
Si distingue in due grandi categorie:
AVVERBI DI MODO o Maniera ( o qualificativi )
AVVERBI SPECIFICI ( o Circostanziali )
Gli AVVERBI DI MODO o Maniera indicano la qualità,
il modo di una azione; si riferiscono principalmente ad un verbo.
Oltre che ad un aggettivo o ad un altro avverbio.
Derivano dagli aggettivi qualificativi per cui sono anche detti
avverbi qualificativi.
Sono assai numerosi, giacché da quasi tutti gli aggettivi
si può ricavare l’avverbio corrispondente.
Si formano in vari modi, ma il più frequente è quello di aggiungere
il suffisso –mente al femminile dell’aggettivo
( amaramente -crudamente ).
Se l’aggettivo termina in –are, -ere, -ale, -ile, -ole, -ore
la e finale generalmente cade (singolarmente, celermente,
platealmente, civilmente, piacevolmente, inferiormente
ma: pedestremente – follemente).
Talvolta invece che all’aggettivo il suffisso –mente si aggiunge
al participio (correntemente – perdutamente).
Osserva la posizione dell’avverbio:
Claude parla perfettamente italiano.
Ho superato facilmente l’esame di francese.